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Embargo russo sulle importazioni dei prodotti agroalimentari

Adelaide Baccile AgriFood

La Russia chiude la porta, l’UE cerca un portone

Nuove sfide per il settore agroalimentare italiano

Il 7 Agosto 2015 l’embargo russo sulle importazioni dei prodotti agroalimentari (carne, prodotti lattiero-caseari, frutta e verdura sono state le principali categorie prese di mira) ha compiuto un anno e l’Unione Europea paga caro questo compleanno. Per il prodotto europeo s’è chiuso un mercato di esportazioni che vale circa 5,5 miliardi di Euro; diversamente, in Russia è scoppiato un vero boom di produzione locale di prodotti “Made in Europe” taroccati, dai salumi ai formaggi. Lo scorso 25 Giugno la Russia ha peraltro annunciato  un ulteriore anno di embargo fino ad Agosto 2016.

A causa dell’embargo l’Italia accusa una flessione del 30% dell’export verso la Russia

Con l’embargo della Russia l’Italia, che figurava tra i primi posti come Paese esportatore, ha accusato una flessione del 30% nelle esportazioni. E a farne le maggiori spese sono stati settori già penalizzati dalla crisi economica interna al Paese, come carne, latte e formaggi, frutta e verdura. In particolare, il settore lattiero-caseario sta registrando uno stato di profonda sofferenza per i prezzi scesi al di sotto dei costi di produzione e il settore delle carni deve fare i conti con il calo dei consumi. Gli agricoltori italiani e gli imprenditori del settore hanno chiesto azioni incisive e garanzie di sostegno a queste filiere strategiche per l’agroalimentare italiano, trovando finalmente risposte concrete da parte dell’UE. Risposte indispensabili perché la crisi è europea – anche se non uguale per tutti i Paesi – e “non c’è nessuna azione di politica nazionale che da sola possa cambiare lo scenario, se non c’è un salto di qualità nelle politiche europee”.

“non c’è nessuna azione di politica nazionale che da sola possa cambiare lo scenario, se non c’è un salto di qualità nelle politiche europee” Ministro Martina

La risposta dell’UE all’embargo della Russia a favore di latte e carne

Il Consiglio dei Ministri dell’Agricoltura dell’Unione Europea ha infatti approvato la proposta della Commissione di sostenere con 500 milioni di Euro complessivi i settori del latte e delle carni. Sono anche stati confermati gli aiuti diretti alle imprese, lo stoccaggio privato dei due prodotti e la loro promozione sul mercato interno e negli altri Paesi. Per l’Italia si traduce in risorse per oltre 28 milioni di Euro. La Commissione autorizzerà l’anticipo fino al 70% del pagamento degli stessi dal prossimo 16 ottobre, attraverso procedure semplificate come richiesto anche dall’Italia. I produttori del nostro Paese avranno la possibilità di tenere in magazzino formaggi fino a 50.000 tonnellate. Per le carni suine saranno aumentati i prezzi di stoccaggio e ampliati i prodotti ammessi, compresi i tagli del “quinto quarto”. C’è stata poi la conferma della creazione di un Gruppo di alto livello per il rafforzamento del monitoraggio riguardante il mercato del latte e delle carni e infine, per evitare le pratiche sleali, è stata coinvolta l’Autorità per la concorrenza europea sulla catena alimentare nel controllo del prezzo alla produzione e di quello al consumo.
Le nuove risorse messe a disposizione sono utili per rispondere alle esigenze di liquidità delle imprese e si vanno ad aggiungere al piano latte da 120 milioni di euro disposto dall’Italia. Il passo successivo sarà quello di concretizzare le decisioni operative a livello nazionale.

Approfornimenti: “EU responses to the Russian import ban

Adelaide Baccile, Dott.ssa in Scienze Agrarie e AmbientaliAdelaide Baccile - Dottoressa in Scienze Agrarie e Ambientali